L’AVVENTO DEL SONORO

di Oscar

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RACCONTO

PELLEMARCIA
di Fren

“La gente normale non si sveglia improvvisamente rischiando di soffocare nelle proprie cellule.
Io ero una persona normale.
Poi arrivò lei e cambiò tutto.”

L’espansione dell’epidermide! Ecco quello che stava accadendo!
La mia pelle si riproduceva come gomma molle, colava dai miei arti e cominciava a rifoderare la poltrona su cui stavo, e aumentava esponenzialmente e s’espandeva, mentre io cercavo con le mani di contenerla in qualche modo. Ma era come recuperare cera sciolta e anche se la riportavo verso il mio petto, lasciava strisciate oleose di grasso dietro il suo passaggio.
Quella maledetta strega! Era lei, io lo sapevo.

Questa cosa andava avanti da anni ormai.
Ah ma ora basta, ero stufo, stufo! Era giunto il momento di fare qualcosa. Ahh, stavolta gliele avrei cantate! Dovevo solo capire come alzarmi da quella poltrona a cui mi stavo appiccicando.
Per fortuna c’era del nastro adesivo sul tavolino di fronte a me, di quelli neri per i tubi idraulici.
Era perfetto!
Per una volta Antonia, la mia governante, ne aveva fatta una giusta.
Quella donna aveva un concetto di ordine tutto suo, con cui non solo non ero d’accordo, Continue reading

POESIA

Esperimento di “Cancellazione Anadiomene” #3
( Preston, 28 February 1980 )
di Piè

PELLEMARCIA

“La gente normale non si sveglia improvvisamente rischiando di soffocare nelle proprie cellule.
Io ero una persona normale.
Poi arrivò lei e cambiò tutto.”

L’espansione dell’epidermide! Ecco quello che stava accadendo!
La mia pelle si riproduceva come gomma molle, colava dai miei arti e cominciava a rifoderare la poltrona su cui stavo, e aumentava esponenzialmente e s’espandeva, mentre io cercavo con le mani di contenerla in qualche modo. Ma era come recuperare cera sciolta e anche se la riportavo verso il mio petto, lasciava strisciate oleose di grasso dietro il suo passaggio.
Quella maledetta strega! Era lei, io lo sapevo.

Questa cosa andava avanti da anni ormai.
Ah ma ora basta, ero stufo, stufo! Era giunto il momento di fare qualcosa. Ahh, stavolta gliele avrei cantate! Dovevo solo capire come alzarmi da quella poltrona a cui mi stavo appiccicando.
Per fortuna c’era del nastro adesivo sul tavolino di fronte a me, di quelli neri per i tubi idraulici.
Era perfetto!
Per una volta Antonia, la mia governante, ne aveva fatta una giusta.
Quella donna aveva un concetto di ordine tutto suo, con cui non solo non ero d’accordo,  Continue reading